Il Biologico 1.0: i pionieri, la scienza e i valori del movimento biologico

a cura di Alberto Berton

Nel documento Biologico 3.0 per una produzione agricola e un consumo realmente sostenibili, IFOAM individua nella sua stessa nascita, avvenuta nel 1972, il momento di passaggio tra il Biologico 1.0, il periodo dei pionieri e dei valori, e il Biologico 2.0, il periodo della regolamentazione e del mercato, che stiamo ancora vivendo.

Se il 1972 può essere considerato il termine del Biologico 1.0, il 1924 può essere considerato il suo inizio.

Il 1924 è infatti  l’anno della celebre serie di conferenze sull’agricoltura di Rudolf Steiner, da cui nacque l’agricoltura biodinamica, e l’anno della fondazione dell’Institute of Plant Industry  a Indoore, in India, diretto dall’agronomo inglese Albert Howard con la collaborazione della moglie Gabrielle, il padre e la madre dell’agricoltura organica.

Il corso di agricoltura di Steiner, può essere visto come la risoluzione del problema del rapporto tra agricoltura e animali  sorto all’interno del più generale fenomeno culturale giovanile, tipicamente tedesco, noto come Lebensreform, o “Riforma della Vita”.

In Europa, nei paesi di lingua tedesca, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, le prime generazioni di giovani cresciuti in un ambiente urbano e industriale, reagirono al rapido e violento processo di modernizzazione in atto, aspirando ad un “ritorno alla terra e alla natura” attraverso uno “stile di vita naturale”.

Oltre al carbone e all’acciaio, all’industrie chimiche, all’aria inquinata, alle sigarette, all’alcolismo, alla prostituzione, alle rigide strutture sociali che si riflettevano nel modo di vestire impettito delle classi più agiate, il progresso portò con sé anche nuovi merci alimentari come farine e zuccheri raffinati, grassi animali, carne in scatola o liofilizzata provenienti da ogni parte del mondo e molto spesso adulterati.

La reazione giovanile fu radicale, con vere e proprie fughe verso le campagne alla ricerca del contatto con la natura e le tradizioni, particolarmente sentito nella cultura germanica.

La Lebensreform fu un fenomeno urbano e alle tante esperienze cittadine di associazioni e negozi che proponevano le nuove merci e pietanze naturali (come le Reformhaus e i ristoranti vegetariani) corrisposero poche esperienze agricole tra le quali ricordo la Colonia arboricola vegetariana Eden, fondata nel 1893 alla periferia di Berlino, che esiste ancora ed è nota per la sua margarina vegetale.

Durante gli anni Trenta il problema dell’erosione del suolo dovuto all’industrializzazione dell’agricoltura e a logiche di sfruttamento del terreno esplose in maniera eclatante con la crisi del Dust Bowl, la lunga serie di tempeste di sabbia che sconvolsero immensi territori delle praterie statunitensi a seguito delle pratiche agricole e delle logiche di rapina (della fertilità del suolo) dei due decenni precedenti.

dust bowl 1

L’erosione del suolo divenne un problema paragonabile a quello attuale del cambiamento climatico, problemi del resto collegati dato il ciclo del carbonio tra suolo e atmosfera.

Tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, l’erosione del suolo e l’agricoltura organica acquisirono in Inghilterra una grande rilevanza e una giovane agricoltrice benestante, Eve Balfour, promosse in un libro del 1943 “The Living Soil” un esperimento volto a  dimostrare la superiorità dal punto di vista del suolo e della salute dell’agricoltura organica basata sul compostaggio rispetto all’agricoltura chimica basata sui fertilizzanti di sintesi.

Il libro divenne un best seller e nel 1946 fu fondata, proprio con l’obiettivo di compiere questo esperimento, Soil Association la prima associazione per l’agricoltura biologica.

Il tentativo di Eve Balfour di armonizzare le due diverse matrici dell’agricoltura biologica, quella biodinamica e quella organica, fallì e Howard alla fine si rifiutò di partecipare all’associazione.

Contemporaneamente a questi accadimenti, in modo del tutto indipendente, l’agronomo modenese Alfonso Draghetti, direttore della Stazione Agraria Sperimentale di Modena, allora la maggiore istituzione di ricerca agraria in Italia, portò a compimento le sue ricerche sulla circolazione della materia organica nell’azienda agricola dimostrando come il suo metodo organico-minerale basato su una visione “biologica” dell’azienda agraria, incentrata sulla presenza della stalla e della concimaia e sulla rotazione tra cereali e foraggere,  conduce ad un aumento della produzione vendibile e ad un miglioramento della fertilità del suolo, ovvero della sua materia organica.

Negli anni Cinquanta, con il travolgente successo dell’agricoltura industriale, sia il movimento inglese per l’agricoltura organica, sia l’agricoltura biodinamica, sia  il metodo organico-minerale di Draghetti furono di fatto messi ai margini anche se è proprio in questo periodo che i metodi dell’agricoltura biologica si diffondono in paesi come la Francia e la Svizzera.

La pubblicazione di Primavera Silenziosa nel 1962, in cui la biologa marina Rachel Carson denunciò i danni all’ambiente causati dall’indiscriminato utilizzo del DDT in agricoltura, diede avvio a quel movimento di contestazione ecologica che prese come obiettivo l’industria chimica e l’agricoltura industriale.

All’attacco contro l’agricoltura industriale seguì poco dopo quello contro la zootecnia industriale, che vide la sua espressione più compiuta nel libro del 1964 di Ruth Harrison (1920-2000), attivista inglese amica di Rachel Carson e membro di Soil Association,  intitolato “Animal Machines”. Il libro denunciò per prima volta la crudeltà dei nuovi metodi di allevamento industriale e fece da impulso alla redazione di uno dei primi rapporti pubblici sul benessere animale, il Brambell Report (1965) che venne poi preso come base per le successive legislazioni comunitarie in materia.

Il movimento ecologico che trovò origine in Primavera Silenziosa, raggiunse il suo apogeo nel 1970 con il primo Earth Day, la Giornata della Terra durante la quale venti milioni di giovani americani scesero nelle strade per manifestare pacificamente per chiedere riforme di carattere ecologico. L’imponente movimentazione giovanile aiutò la creazione, lo stesso anno, dell’Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente.

In questo rinnovato contesto il cibo biologico, inteso soprattutto come  grown without pesticides , coltivato senza pesticidi , acquisì popolarità all’interno del movimento ecologista, e alcuni dei suoi esponenti di punta, Fritz Schumacher e Barry Commoner, si stabilirono alla guida di Soil Association, riorientando la strategia dell’associazione dalla ricerca scientifica alla promozione della produzione, della distribuzione e del consumo di alimenti biologici.

Con la prima conferenza organizzata dalle Nazioni Unite a Stoccolma sull’Ambiente, il 1972 chiude  quel periodo iniziato nel 1962 che Giorgio Nebbia amava definire la Primavera dell’Ecologia. E’ proprio verso la fine del 1972 che in Francia, a Versailles, su iniziativa di Nature et Progrès , viene fondata l’IFOAM, la Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica. Con la partecipazione, oltre a Nature e Progrès, di Soil Association, del Rodale Institute  e dell’Associazione Biodinamica Svedese,  si risolse definitivamente il contrasto tra agricoltura organica e agricoltura biodinamica , trovando nei principi comuni dell’ecologia, della salute, della cura e dell’equità i fondamenti per lo sviluppo successivo, quello caratterizzato dalla regolamentazione e dal successo di mercato, che IFOAM chiama Biologico 2.0.

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